27/08/11

24/08/11

càpuliato di pomodorino ciliegino

Quest'anno ho trascorso il ferragosto a Scoglitti, una graziosa località marina, frazione del comune di Vittoria in provincia di Ragusa.
Com'è noto, questa zona della Sicilia vive prevalentemente di agricoltura in serre, oltre che di pesca e turismo, viste le ampie spiagge di sabbia finissima.
Chi di voi non ci sia mai stato, avrà avuto modo sicuramente di vederne qualche squarcio in tv, dato che di recente la zona è diventata famosa perché set naturale, dove è stata girata la serie televisiva de "il commissario Montalbano", tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.
Il clima caldo e secco favorisce la coltivazione del pomodorino ciliegino o pachino, non c'è orto, giardino o balcone in cui non venga coltivato.

Ed è proprio nei mesi di Luglio e Agosto, quando la produzione di frutta e verdura è abbondante e quindi costa di meno, che case di campagne si trasformano in piccole aziende. Famiglie intere, per di più donne, lavorano instancabili seguendo antiche ricette.
Stendono al sole lunghe tavole, con file di pomodorini, che rientrano in casa al calar del sole. Instancabili, pelano, sbollentano, sterilizzano bottiglie e vasetti di vetro per conservare al meglio la freschezza ed il sapore degli ortaggi, anche fuori stagione!

Uno dei tanti metodi che si adotta in varie regioni per conservare il pomodoro è l'essiccazione, ma la specialità, di questa zona della Sicilia è il "càpuliato", ossia pomodori secchi tritati e conditi da mangiare anche d'inverno, spalmandolo su fettine di pane o crostini, o per condirci la pasta.
Nei giorni che sono stata a Scoglitti, ho avuto la fortuna di fare visita alla mia amica Gina, proprio nel momento in cui ne stava preparando una piccola quantità, ed ho avuto così modo di fare qualche foto che ne ritrae la preparazione.


Lavorazione:
Dopo avere tagliato i pomodori a metà e averli cosparsi di abbondante sale, disporli su un piccolo tavolo in modo che si possa spostare facilmente, poichè nella stennitura, dovrete fare attenzione che sia esposto sempre al sole, e quindi spostarlo più volte durante la giornata, ed infine la sera al tramonto rientrarlo in casa, in modo che sia al riparo dell'umidità della notte.
Il tempo utile all'essiccazione varia dai quattro ai cinque giorni, quindi armatevi di pazienza.
Procuratevi un tritacarne, e passatevi i pomodorini secchi aggiungendo del basilico lavato e ben asciutto e del peperoncino.
Raccogliete tutto il "càpuliato" in una ciotola aggiungendo un filo d'olio evo mescolate e mettete in vasetti di vetro sterilizzati, e ricopriteli con olio evo.













05/08/11

milincianeddi 'muttunati (melenzanine imbottite)






Per ciascuno di noi, credo che uno dei ricordi più belli, legati alla famiglia è senz'altro quello dei pranzi della domenica o delle feste.
Un rito vitale in molte case, un'appuntamento settimanale, per il palato ma anche per lo spirito!
E' proprio intorno al tavolo che si ritrova l'unione della famiglia e lo spirito di festa.Non è infatti un caso che ogni pranzo si concluda con un dolce, il dessert!
Il tutto poi assume maggiore importanza se viene organizzato nella casa dei nonni e a cucinare sono la nonna, la mamma e le zie.
Già dal giorno prima le donne si danno un gran da fare in cucina ed apparentemente in continuo disaccordo, discutono animatamente su l'uso di questo o quell'altro ingrediente, sulle procedure di esecuzione delle ricette ma, che alla fine trovato l'accordo, come per magia, imbandiscono la tavola con una serie infinita di appetitose portate.
E' soprattutto nei giorni di festa che un gran fervore anima la casa, andirivieni di sedie e prolunghe per la tavola, armadi che sembravano sigillati si riaprono ed infine si può apparecchiare.
Tavole rese delle vere e proprie opere d'arte, impreziosite da candide tovaglie di lino sapientemente ricamate o di organza e merletti, preziosi cristalli, servizi di pregiata porcellana e argenti che, per quell'occasione rivedono finalmente la luce.
E finalmente si va tutti a tavola!
Antipasti stuzzicanti, raffinati primi, secondi di pesce o di carne e contorni, bottiglie di vino, caraffe d'acqua, frutta, dolce e per finire immancabile: il caffè!
Il ricordo di quelle pietanze, il rumore delle pentole in cucina, il tintinnio di piatti forchette e cristalli, il suono sincronizzato dei cucchiaini nelle tazzine da caffè, il sottofondo delle telecronache delle partite di calcio che arrivano dalla televisione, il vocio dei bambini che giocano, sono musica.
L'unione di questi suoni e profumi e il calore di quella casa ci accompagnerà per sempre
!

Uno dei piatti rappresentativo di questi pranzi estivi, era certamente questo:
milincianéddi 'mùttunati, ovvero melenzanine imbottite.
Oggi è un piatto che costituisce un succulento primo, ma una volta, non era che uno dei tanti antipasti.
La laboriosa esecuzione è ampiamente gratificata dalla bontà, da preparare per una cena tra amici, sarà sicuramente un successo.

ingredienti per 6 persone:

12 piccole melenzane
un mazzo di menta fresca e basilico
una testa d'aglio
una cipolla
una bottiglia di salsa di pomodoro
500g di pomodorino
100g di caciocavallo
100g di salame tipo Napoli
sale e pepe
olio evo

esecuzione

prendete le melanzane e praticate due o tre taglietti verticali ed introducete in ogni fessura l'imbottitura costituita da un cubetto di cacio uno di salame, aglio e menta spingendo in fondo

quando le avrete imbottite tutte soffriggetele in padella con un po' d'olio

in un tegame fate rosolare una grossa cipolla a cui aggiungerete i pomodorini menta e basilico ed inoltre la passata di pomodoro salate e pepate

tuffate nel sugo le melenzanine. Fate cuocere a fiamma moderata per circa venti minuti.