19/10/08

una coppia speciale


Ogni famiglia ha una storia. Di questi due personaggi straordinari
i signori Randazzo, vi avevo già accennato in un post precedente.
Oggi, visto la bellissima giornata ho voluto fargli una visita.
Li ho incontrati che erano appena rientrati dalla loro quotidiana battuta
di pesca, e poichè era stata piuttosto fruttuosa erano soddisfatti e
sorridenti come sempre.
La signora era dispiaciuta del fatto che fossi arrivata tardi, perchè aveva già
venduto tutto, e mi ha mostrato ciò che le era rimasto.
Due splendide orate, insieme pesavano 3,700kg . Prese!
Visto il bel tempo e le condizioni favorevoli di luce, ho voluto scattare
qualche foto per mostrarvi il baglio in cui loro vivono, che è incastonato
in un tratto di costa spettacolare a Carini, poco prima di arrivare al
nostro aeroporto.
Hanno una sorta di darsena naturale, dove loro con un argano automatico,
senza fare alcuno sforzo calano o ritirano la loro barca da pesca.
Questa inossidabile coppia, oltre ad avere la sfrenata passione per il mare,
ama anche la campagna. Per cui la mattina fanno i pescatori, ed il pomeriggio
i contadini. Oggi erano particolarmente entusiasti perchè dal pomeriggio avrebbero inziato la raccolta delle olive, da cui fanno l'olio, quello buono!
Il signor Randazzo mi ha anche spiegato che lui quando porta le olive al frantoio non fa fare il lavaggio, perchè le sue olive sono biologiche e non hanno bisogno di lavatura, ciò a suo dire, garantisce al suo olio un sapore più intenso, e sarà vero.
Mi ha anche detto che nel suo terreno alleva le galline, che tiene libere di razzolare, e che quando loro il pomeriggio arrivano gli corrono tutte incontro,
accerchiandoli finchè loro non gli danno da mangiare.
Mi ha anche fatto vedere il cibo che gli porta, che è costituito in gran parte dagli scarti biologici dei loro rifiuti, misto a mais .
Per questo mi ha detto che le uova delle sue galline sono speciali, ed ha voluto regalarmene qualcuno affinchè lo constatassi.
Il signor Randazzo, mi ha anche detto che nonostante i suoi 77 anni si sente
di avere la forza di un giovane, e mi ha raccontato questo episodio per dimostramerlo. Alcuni giorni fa,una sua nipote gli ha regalato
delle piantine di cipolle lunghe, da trapintare. La moglie nel ringraziare la nipote disse -domani le pianteremo!-, ma lui non essendo d'accordo rispose- ma quale domani, entro stasera devono essere sotto terra!-.
E così partirono per la campagna e in poche ore zappò il terreno predispose i vattali e le piantine furono piantate entro la sera. Io starei ore a sentirli parlare!
Li guardo ammirata, mi rendo conto che la loro unione è completata oltre che dall'amore, anche dalle passioni che insieme condividono, e dal rispetto reciproco, infatti sono pari, non c'è uno che prevale sull'altro,sono fantastici!
Tornerò a trovarli presto. Intanto godetevi queste foto!
















04/10/08

cos'hai nella zucca! cannelloni "chetempochefà"


Nel mondo ,esistono centinaia di varietà di zucche,che si distinguono appena le une dalle altre.
Ce ne sono : verdi gialle,verde-scuro,grigio-scuro, rosse,arancione,muschiate, maculate.
A polpa: soda,fibrosa,tenera e burrosa, a polpa gialla,a polpa arancione e saporita. Zucche estive e invernali. Scorza sottile,e scorza dura. Piccole, medie e giganti e dalle più svariate forme.
La polpa di zucca è ipocalorica, contiene solo 15 calorie ogni 100 grammi grazie alla presenza, nella polpa, di un'alta concentrazione di acqua (94%) e una bassissima percentuale di zuccheri. Per questo è molto indicata nelle diete ipocaloriche.
Come ogni ortaggio e ogni frutto di colore giallo-arancione, la zucca è particolarmente ricca di vitamina A, di sali minerali quali il potassio, il calcio e il fosforo e di molte fibre.
Contiene, inoltre, tanta vitamina C e betacarotene. Questa sostanza stimola la produzione di melanina. La zucca è indicata per mantenere un corretto equilibrio idrico dell'organismo e delle mucose. La polpa tritata può essere usata anche come lenitivo per infiammazioni cutanee.
Dopo avere brevemente descritto le meravigliose proprietà di questo ortaggio che è sicuramente noto a tutti, ho voluto preparare questo piatto, purtroppo la mia
macchina fotografica, ha fatto i capricci o dispetti, e ho tirato fuori questa foto che non dà giustizia alla mia ricetta, e siccome non mi piace fare la perfettina ho voluto ultimare lo stesso il post.
CANNELLONI "chetempochefà"
Per preparare questo piatto, bisogna lessare 1kg di zucca rossa dolce,che tratterete come un purè, aggiungendo una noce di burro e circa 200gr di scamorza
affumicata tagliata a dadini che fonderà, lasciando un aroma gradevole alla
zucca, aggiustare di sale e pepe.
Preperare intanto un purè di piselli che vi servirà come fondo del piatto su cui adagiare i cannelloni.
Lessare gli asparagi in acqua poco salata, saltarli in padella con unpò di burro e farli raffreddare.
Procedete quindi alla farcitura dei cannelloni con il purè di zucca, ed introdurre
un asparago intero in ogni cannellone.
Disporli in una pirofila ricoprirli di una leggera besciamella, non troppo densa,
ed infornarli per 20 minuti a 160°.
Prima di servirli mettete in ogni piatto un fondo di purè di piselli sul quale disporrete la porzione desiderata.
Se lo gradite potete spolverare con un pò di formaggio.

21/09/08

pasta e fagioli freschi


Come ho già accennato, la mia famiglia abitava in una casa, praticamente sul mare, ed io e i miei fratelli una volta finita la scuola passavamo tutta la giornata in spiaggia.
Con i nostri compagni trascorrevamo intere giornate

a giocare, rientrando in casa solo a pomeriggio inoltrato.

Avevamo lottizzato una piccola area della spiaggia, nella quale avevamo installato una sorta di tenda, che mio padre ci aveva costruito con dei tubi ad incastro. Tutto intorno al perimetro, avevamo eretto una sorta di muretto a secco che fungeva da recinto e giornalmente, armati di rastrello e paletta pulivamo e riordinavamo tenendo tutto molto pulito; avevamo pure un aiuola con dei cactus, era il nostro spazio!

Spesso a pranzo, ci era concesso di mangiare in spiaggia, avevamo un tavolino e delle panche ma, cosa più importante avevamo la complicità della zia Maria.

Infatti era lei, che ci preparava e portava da mangiare, ed in genere per praticità di trasporto i piatti che preparava erano minestre.

Tra queste vi era la pasta e fagioli che per noi, era quanto di più buono potesse esserci.

La mattina zia Maria , ci assisteva, mentre facevamo il bagno in mare, e dopo, mentre noi giocando, ci asciugavamo al sole, andava su in casa a preparare da mangiare. Noi l'aspettavamo,affamati!

Finchè ecco che la vedevamo arrivare!

Da lontano le vedevamo scendere le scale, che dalla strada raggiungevano la spiaggia, lei era favolosa! Abbronzata con un portamento elegante, vestita come le dive dei film americani, che andavano in quel tempo, tipo Doris Day!

La sua borsa,( altro non era che una coffa di paglia, di quelle che servivano per dare da mangiare ai cavalli), era pesante per il prezioso carico che portava!

Ma lei camminava flessuosa sugli alti zoccoli di legno nessuno avrebbe potuto immaginare qual'era il contenuto di quella borsa!

Noi le andavamo incontro per darle una mano, ed ecco che una volta aperta la borsa dapprima tirava fuori la pentola che era avvolta nella tovaglia a mò di fagotto, quindi distesa la tovaglia sul tavolo, metteva piatti, bicchieri e posate, poi
scoperchiata la pentola e godutoci il profumo che ci solleticava il palato, affamati dirovamo la nostra meravigliosa minestra!

attuppatèddi cà fasola 'ncirata


Per preparare questa minestra occorre sbucciare 1kg di fagioli freschi, non occorre metterli in acqua la sera prima come si fa con i fagioli secchi, vanno cotti al momento.
Quindi mettere i fagioli in una pentola con acqua fredda, aggiungere una trito di cipolla sedano e carote e fare cuocere, dopo 30 minuti, controllare se i fagioli sono cotti, eventualmente prolungare ancora la cottura.
Quando saranno cotti, estrarre la metà dei fagioli, e con un frullino tritate quelli rimasti nella pentola, in modo che diano un'aspetto vellutato alla minestra, quindi aggiungere i rimanenti fagioli. A questo punto aggiungerete anche 200gr di pomodoro che può essere o polpa di pelati o passata .
Lasciare cuocere ancora per 10 minuti in modo che s'insaporiscano e se necessario aggiungere ancora un pò d'acqua.

Portare di nuovo la pentola ad ebollizione e versate la pasta, circa 300gr di ditali rigati, aggiustate di sale e pepe, e fate cuocere finchè la pasta non sarà cotta.
Spegnete il fuoco e mentre ancora la pentola sobbolle, aggiungete un bel ciuffo di basilico e l'olio evo crudo.



16/09/08

la terra dei fuochi

Rispondo alla nobile iniziativa intrapresa dal blog
"La terra dei fuochi", dietro l'invito fattomi da Matteo
e da alcuni blog, con l'intenzione di denunciare, le malefatte perpetrate per anni da alcuni appartenenti alla classe politica, da camorristi e da farabutti , gente senza scrupoli, che pur di arricchirsi hanno avvelenato Napoli e tutta la Campania.
Ciò che da mesi vediamo è terrificante! Animali malati che pascolano tra i rifiuti tossici, che producono latte con il quale si fa la mozzarella.
Agricoltori, che seminano in terreni avvelenati da rifiuti tossici, che hanno contaminato il suolo, l'acqua e l'aria della Campania.
Cataste di rifiuti maleodoranti e fumanti che producono diossina.
Cose che credevamo potessero esistere solo nel "terzo mondo", ovvero quello che s'intende , quando si ci riferisce a Paesi che non hanno uno Stato di diritto, liberamente eletto dai cittadini,
E non, in uno Stato che sottopone se stesso e i suoi Governanti alle leggi e alla Costituzione.
Tutto ciò credo, sia legittimo che debba essere denunciato, per tutelare
i cittadini che vivono, non solo, in quel territorio, ma in tutta la Nazione.
Per cui mi sento di sostenere la battaglia intrapresa da "La terra dei fuochi" e invito tutti ad aderire.



29/08/08

la cipolla di Giarratana



















Da quando Anna , del blog Miss Kappa, mi ha chiesto la ricetta delle cipolle di Giarratana, non ho fatto che cercarle nei nostri mercati del Capo, della Vucciria e Ballarò, ma anche al Borgo vecchio e in via Montalbo, ma niente!
E sebbene nei mercati di Palermo si trovi di tutto, negli ultimi tempi , ho notato purtroppo , che è più facile trovare la papaya, il mango, la tapioca e tante varietà di tuberi, spezie e verdure d'importazione, di cui non riporto i nomi (perchè non so neanche come si chiamino), piuttosto che i prodotti originari della nostra stupenda terra.Tutti prodotti meravigliosi, per carità, anch'io li uso, perchè in cucina mi piace sperimentare, ma non trovare in tutta la città una cipolla di Giarratana, non esiste!

E addirittura sentirsi dire :"ma pirchì chi avi di speciale sta cipudda"?

E' colpa o no, della globalizzazione,
sempre lei, buona come scusa!
O anche qui ci sono delle responsabilità politiche!
Facile
con una parola si chiude il discorso, e si evita di mettere in piazza annose problematiche legate alla nostra realtà!
La classe politica, la mafia.... lo stato, le regioni, i comuni!

Ormai viviamo in un "villaggio globale"!?

Io sono favorevole all'apertura dei nostri mercati verso altre culture ma,
è alla chiusura,
alla
perdita delle nostre tradizioni e alla mancanza di spirito locale, che sono contraria!

La nostra isola da secoli , ha sempre convissuto, con usi e costumi di culture diverse;
Popoli che hanno lasciato tracce indelebili nelle nostre usanze, nella tradizione, e la fusione di queste culture è stato un qualcosa in più, che ci ha portato a migliorarci, un arricchimento!
Insomma
niente di nuovo!

La nostra terra e i suoi prodotti sono da sempre stimati in tutto il mondo, la nostra
cucina è una cosa universale!

Questa possibilità di collegare in pochi secondi luoghi distanti migliaia di chilometri
,
ha finito per condizionare sistemi di produzione e commercializzazione, ed
in questo viene eliminato il contatto diretto fra produttore e consumatore.

Ecco allora che le nostre meravigliose arance di Ribera, la nostra squisita uva zibibbo, i pomodorini di Pachino, i capperi di Pantelleria per non parlare dei nostri meravigliosi tonni di Favignana, acquistati dai Giapponesi ancor prima di essere pescati, finiscono con molta probabilità , ad arricchire mercati di altri capitali Europee piuttosto che nelle nostre piazze.

Per cui avevo perso ormai la speranza di trovarle e stavo già accarezzando l'idea di andare

direttamente sul luogo a prenderle.

Ma trovandomi di passaggio per Catania, nei pressi della stazione FS, ecco che finalmente mi sono imbattuta in un venditore che aveva un camion carico di queste stupende cipolle, e quindi

sosta obbligata per l'acquisto delle cipolle! chiedo il costo : un sacchetto di 6 kg di cipolle 5 euro.
Ma è giusto fare un accenno al luogo da dove provengono, un luogo dove
ci sono dei straordinari agricoltori, che con la loro fatica e la loro esperienza riescono a produrre dei prodotti straordinari.
Il comune di Giarratana è il più piccolo comune della provincia di Ragusa e da molti anni lega il suo nome, alla produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi,
Caratteristiche peculiari di questo ortaggio sono: bulbi dalla forma schiacciata con tunica di colore biancastro, polpa bianca e saporita, ma non pungente e il peso che normalmente è di circa 500 grammi, ma che può anche superare i due chilogrammi.
La Cipolla di Giarratana è un ortaggio unico nel suo genere, dal sapore dolcissimo e molto aromatica, si presenta più carnosa e chiara delle cipolle comuni, è composta da un olio solforato che fornisce all’ortaggio un gusto e un aroma tipici, da acqua e da proteine, mentre i grassi sono quasi completamente assenti. Discreti sono anche i quantitativi di vitamine e sali minerali,
ha caratteristiche diuretiche, è un disinfettante dell’intestino e contribuisce all'abbassamento della pressione sanguigna e del tasso di glucosio presente nel sangue.

Viene cucinata in svariati modi, cotte o crude e servite con vino e formaggio.

Inoltre vengono realizzate delle buonissime confetture .

Il modo in cui le ho cucinate è forse il più semplice, cioè cotta al forno.
Ho preso 2 di queste grosse cipolle e le ho poste sulla piastra del forno, che ho ricoperto con carta forno, le ho messe in forno caldo e le ho fatte cuocere per circa 30 minuti e dopo averle fatte raffreddare ho tolto la sottile buccia le ho affettate e condite con un filo di olio evo, sale e pepe.
E' un ottimo antipasto estivo, vi assicuro veramente da provare
.