20/05/10

carciofi col tappo

E dopo un lungo, freddissimo inverno, e la voglia di liberarci di giacche e maglioni, ancora piove!
Le bizzarrie di questo strano clima, che non ci appartiene, che ci fa annusare l'aria, speranzosi di sentire il profumo di Zagara, che ogni maggio, inonda l'oasi di mandarini, arance e limoni, di quel che resta, dopo che è stata rasa al suolo, divorata dal cemento e sepolta sotto i palazzoni, e che un tempo fu la Conca d'Oro!
Il biondo mare d'agrumi abbagliato dai raggi del sole che si univa all'azzurro del cielo e del mare, quest'anno subisce un'altro duro colpo, inflitto da questo strano clima, che ci fa desiderare persino le calure di quel caldo vento mediterraneo unito a sabbia che arriva dal Sahara, lo Scirocco!
Girando per le strade della mia martoriata Palermo, ben altri odori stimolano i sensi dei palermitani. Scenari che rievocano immagini già viste, nei tristi giorni di Napoli, di male odoranti cataste d'immondizia, che umiliano una città generosa con i suoi abitanti, ma soprattutto con i suoi governanti. Mi duole parlare di questo, ma è la triste realtà con la quale ci scontriamo tutti i giorni.
E così a malincuore, costretta dal maltempo a rimanere a casa e a dover rinunciare,
propio a causa della pioggia, ad una scampagnata già organizzata con gli amici,
ho preparato questo buonissimo piatto, baluardo della cucina tipica siciliana.

" cacocciuli ammuttunati cu tappu i l'uovi e cù sucu"

Eccovene gli ingredienti e l'esecuzione.
Occorrenti per 2 persone : 4 carciofi, 2 limoni, 1 cipolla, prezzemolo, 1 bustina di passolina e pinoli
1oog di pangrattato, 2 cucchiai di formaggio, 2 uova, 1 bottiglia di passata di pomodoro, sale e pepe, olio extravergine d'oliva.
Spuntate i carciofi e togliete le foglie esterne più dure. Scavate all'interno eliminando l'eventuale fieno e metteteli poi a bagno con acqua e limone per non farli annerire.
Preparate un soffritto con cipolla, aggiungete il pangrattato l'uva passa e i pinoli, una manciata di formaggio grattugiato, del prezzemolo sale e pepe, e mescolate il tutto a fuoco spento.
Riempite il cuore del carciofo con questo composto pressando bene.
In un piatto sbattete 2 uova e capovolgendo i carciofi fate assorbire l'uovo, sarà questo che creerà il tappo.
Riscaldate una padella con olio evo, e friggete i carciofi con il tappo verso il basso in modo che si crei la crosticina, l'aspetto sarà simile a una frittatina, e il profumo che si sprigionerà odorerà tutta la cucina, uuuhhmm!
Tuffate con delicatezza i carciofi nel sugo che avrete preparato in un tegame capiente, e fate
cuocere per circa 30 minuti.
Disponeteli in un piatto e ricopriteli con il sugo
Buon appetito!





01/04/10

carciofi Raffaello

Nella cucina siciliana i carciofi trovano largo impiego, svariati e diversi sono i modi per cucinarli.
Proprio per questo, a secondo della ricetta, possono costituire un antipasto, un secondo o un unico piatto serale, o essere consumati crudi intingendo le foglie in olio e aceto.
La ricetta che vi propongo è molto delicata ma, secondo me, al tempo stesso sofisticata e mette "a nudo" tutta la bontà dei suoi ingredienti.
La prima volta che ho gustato questa ricetta anni fa, è stata a casa di Raffaello, un'amico, che vive in una splendida casa nel cuore del centro storico di Palermo.
Era una tiepida serata, di quelle che a volte, l'inverno palermitano ci sa regalare, e ci trovavamo nella splendida terrazza della casa di Raffaello.
Da lì si scorgevano i vecchi tetti, le cupole e i campanili delle chiese nel cuore della città, tra Casa Professa e piazza Pretoria. Entrando rimasi affascinata e colpita dallo strano potere che quella vista esercitava su di me.
Non appena mi affacciai in quella splendida terrazza, notai subito il verde rigoglioso che costituiva un vero e proprio giardino.
In grossi vasi c'erano alberi da frutto, palme, ibiscus, passiflora, una vasca di marmo con felci e papiri. Un maestoso rampicante, una meravigliosa pianta detta"Regina d'Africa", si arrampicava ricoprendo l'intera facciata dell'edificio. In seguito scoprii che questa pianta ha una fioritura straordinaria, un fiore bianco a calice profumatissimo!
Insomma, un vero e proprio "santuario di pomona".
Mangiammo fuori, e tra i vari piatti del buffet, assaggiai per la prima volta questa ricetta
che da allora ho fatto mia dandogli proprio, il nome del mio amico, Raffaello appunto.


ingredienti:

4 grossi carciofi
2 cipollotti scalogni
2 limoni spremuti
3 cucchiai di zuchero semolato o di canna
50g di uva passa
70g di mandorle a scaglie tostate
olio evo, sale e pepe


Prendete una bacinella piena d'acqua alla quale sia stato aggiunto il succo di un limone.
Togliete le foglie più dure, i gambi e le punte ai carciofi. Tagliateli a fettine sottili ed immergetele nella bacinella.
Fate dorare i cipollotti e aggiungete i carciofi, trasferendoli dalla bacinella al tegame senza asciugarli, rigirate e aggiungete l'uva passa, condite con sale e pepe.
Coprite il tegame e fate cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto.
In una ciotolina versate il succo di 2 limoni spremuti e aggiungate lo zucchero, sciogliendolo.
Controllate la cottura dei carciofi, e aggiungete il succo, girate lasciando cuocere per altri 2 minuti e spegnere il fuoco. Assaggiate ed aggiustate se è il caso.
Versate i carciofi in un piatto da portata e ricopriteli con le scaglie di mandorle.
Raffreddate prima all'aria il piatto,ricoprite con pellicola e dopo tenetelo in frigo per almeno 2 ore.
Mangiateli e sentirete che meraviglia!
Ovviamente accompagnate il piatto, con un vino bianco fresco e siciliano!
A voi la scelta, tanto i nostri vini sono tutti buoni!











10/01/10

Cefalù. A tavula è trazzera..... una ricetta del buon ricordo!




La tavola è trazzera. (E' un modo tipicamente siciliano per dire che la tavola, come la strada, è di tutti, quindi qualsiasi ospite trovando la tavola imbandita può sedersi e mangiare quello che trova).

L'aiuto della memoria con la sua capacità di rendere attuale il passato, ha fatto affiorare dai ricordi meravigliosi momenti, passati in una calda serata agustina,in una trattoria in prossimità del porto di Cefalù, nota e incantevole località turistica, nella provincia di Palermo.
Eravamo in barca a vela, di ritorno dalle Eolie, distrutti da una traversata fatta sotto un sole cocente. Salpati la mattina da Lipari, dopo innumerevoli e inutili tentativi di bordeggi con un' assenza totale di vento, decidemmo di andare a motore, e questo rallentò e fece slittare i nostri programmi, per cui, essendo già pomeriggio inoltrato, anziché puntare su Palermo, optammo per una sosta a Cefalù.
Arrivati in banchina dopo gli ormeggi di rito e una veloce doccia, decidiamo per una cena in trattoria.
Con sorpresa ci accorgemmo che la città era immersa nei festeggiamenti dedicati al
patrono della città S.S. Salvatore, le stradine ricche di storia e di fascino, erano affollate da una frotta di turisti, e dovunque arrivava il profumo intenso sprigionato dalle specialità gastronomiche, preparate nelle bancarelle e nei vari ristoranti tipici.
Eravamo vicini all'antico lavatoio, in una di quelle stradine che porta alla spiaggia dietro le mura, quando attirati da risate e canti stonati, ci ritrovammo in una piccola trattoria. L'atmosfera era veramente suggestiva, delle vecchie lampare diffondevano
una luce calda e soffusa. Pochi tavoli, ancora da sparecchiare,con tovaglie a quadri bianco e blu e variopinte ceramiche di S.Stefano di Camastra, come stoviglie.
Intorno ad uno di questi tavoli un'allegra compagnia, creatasi tra un gruppo di turisti ed alcuni locali, aveva dato vita ad un festival di canzoni italiane e siciliane, e qualche bicchiere di vino, li aiutava a superare i problemi legati alla lingua.
Incantati dallo strano duetto, fatto sulle note di
ciuri-ciuri, da una turista tedesca ed uno inglese, ci fermammo un po' a guardare, indecisi tra l'andare o il restare.
La simpatica titolare della trattoria ci coinvolse e decidendo per noi, ci mostrò
con sorpresa che ci aveva già apparecchiato un tavolo con antipasti tipici, ed inoltre ci propose di assaggiare un delizioso
spezzatino di pesce spada.
Ovviamente accettammo, ed è facile immaginare come finì la serata, ci unimmo a quella variopinta compagnia bevendo e cantando con loro fino all'alba.
Il ricordo di questa piacevole serata, riaffiorato in questa fredda domenica, non
potevo che ripercorrerlo, eseguendo la ricetta dello spezzatino di pesce spada, per quello che credo di ricordare della sua preparazione.
Devo riconoscere, compiacendomi che il risultato, è stato davvero eccellente,
vi invito a provarlo.
Per il vino vi consiglio un "Regaleali" bianco fresco.

occorrente:
1 fetta di pesce spada da 500g tagliata spessa
1 cipolla e 2 spicchi d'aglio
3 zucchinette e 2 melanzane
1 peperone rosso
250g di pomodori pelati tagliati a cubetti
olio evo, sale e pepe
1/2 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

esecuzione:
tagliate la fetta di pesce spada facendo dei grossi cubetti, che farete saltare in una
padella appena unta d'olio, in modo che i pezzetti si consolidino, tenere da parte.
Tagliate il peperone a listarelle e le zucchine che avrete pulite mantenendo la buccia.
Tagliate le melanzane a fette circolari , salate ed arrostitele.
Soffriggete in un tegame la cipolla e l'aglio, il tutto finemente affettato, ed unitevi le
zucchine ed il peperone, salate e pepate, coprite e fate cuocere per circa dieci minuti.
A questo punto unite il pesce spada con il suo sughetto e aggiungete il vino i pomodori e metà del prezzemolo, e lasciate cuocere per altri dieci minuti.
Poco prima di togliere il tegame dal fuoco disponete su ogni piatto 3 fettine di melanzane arrostite, sulle quali verserete lo spezzatino, completando con un manciata di prezzemolo fresco tritato.



23/12/09

Auguri di BUON NATALE e per l'Anno che verrà.....


Colgo l'occasione in prossimità delle festività natalizie e alla fine dell'anno che ci stiamo appena lasciando alle spalle, e alle speranze ed ai propositi che affidiamo all'anno che sta per iniziare di fare a tutti i miei più sinceri AUGURI.

E così dopo avere esaurito, la febbre degli acquisti ed iniziare quella delle abbuffate, che sigla una superficiale ansia di vivere, negando un pur recente proposito di austerità, ecco risorgere un desiderio di verità e di scopi essenziali della nostra vita. Lo spirito del Natale si va via via perdendo, e ci si rende conto sempre di più della totale mancanza di senno che ormai contraddistingue l'umanità. Sarò pessimista forse, certo però che avverto dei notevoli contrasti.
Da un lato, c'è gente che fatica per tirare avanti ed arrivare alla fine del mese, dell'altro gente che vuol spendere tutto, vivendo
in grande stile il periodo di austerità imposto ultimamente dall'economia.
E mentre la FIAT decide di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, le esotiche località di vacanza con le calde spiagge dorate sono tutte prenotate! per molti sono, solo immaggini su poster o cartoline, e tali rimarranno!
Certo che l'anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato veramente duro, l'economia mondiale, ha avuto un terribile crollo che peserà sui nostri bilanci chissà ancora per quanti anni, e quel che è peggio e che tutto ciò si ripercuoterà sulle generazioni future.
Certo, i giovani, i nostri figli!
In molti di essi, avverto un'atmosfera di rassegnazione.

I più grandi, ormai più che ventenni hanno vissuto insieme ai loro genitori, e qui vado sul personale, l'impatto con la constatazione della fine degli ideali, che vanno dalle rivoluzioni naufragate al fallimento della politica. Molti non trovano una collocazione politica in questo paese, non si sentono rappresentati da nessuno, non si riconoscono in nessuno di questi partiti, o delle coalizioni che ci sono al governo e tutto ciò è veramente grave in uno stato che si ritiene democratico.
Altri invece, mi riferisco soprattutto alla fascia dei quindicenni, sembrano come contagiati da un'idolatria nei confronti dell'avere e dell'apparire, certo a qualcosa bisogna pur darsi!
La speranza ad una cristianità che ci aveva fatto credere la chiesa cattolica, divulgando un nuovo spirito religioso con Papa Gionanni Paolo II, è caduta anche quella!
Si fanno strada nel clero sempre più preti negazionisti e con essi l'estenzione del sentimento religioso.
La sensazione di fine, fa paura. Le risposte sociali non sono sufficienti, ed ecco di conseguenza cercare di addossare le responsabilità ad altri, si devono trovare i colpevoli!
E così, vecchie e preoccupanti formule tornano alla ribalta, sale l'intolleranza, tutto ciò che è diverso, è una minaccia! interminabili guerre insanguinano popoli da sempre nemici.
Nelle metropoli è cronaca quotidiana di atti di odio generati dall'intolleranza verso il diverso con pretesti che vanno dal colore della pelle, alle religioni ed anche ai luoghi di preghiera, al cibo con i suoi odori, alla violenza contro donne e bambini vittime di ogni età sesso e condizione sociale.
Ed infine, il nord contro il sud, l'isola e la terraferma, ed un ponte
, un ponte che sembra debba dover cancellare tutte queste differenze, grazie ad esso saremo tutti uniti! Saremo tutti: Nord!


22/11/09

caponata di melanzane

Ohi!ohi! Con i piedi doloranti, mi concedo finalmente una pausa.
Oggi sono stata colta da un raptus improvviso di femminilità, e con l'intento di slanciare la mia figura ho indossato gonna e tacco 10.
Approfittando del bel tempo che caratterizza quella che viene chiamata "l'estate di S.Martino", me ne sono andata in giro per godermi questa tiepida giornata di sole.
Risultato,aveva ragione zia Maria, quando diceva: se bella vuoi apparire un poco devi soffrire! ed io sto soffrendo!
Alla fine però ne è valsa la pena, non sembravo certo una delle protagoniste di "Sex and the city" ma per qualche ora ho svolazzato tra negozi e supermercato, guardando soddisfatta la mia figura riflessa nelle vetrine, dicendomi che in fondo questa nonna non è poi così male.
Eh sì, perchè udite udite, sono diventata Nonna!
il 14 settembre è nato il mio primo nipotino, Emanuele. Ed ovviamente, è bellissimo! parola di nonna!
Comunque, se non altro questa sosta davanti al pc, girando per i post del mio blog qua e là, ha fatto scattare la voglia di rifarmi viva con quanti di voi si stessero chiedendo che fine avessi fatto!
e cosa di più buono potevo proporvi di una squisita caponata di melanzane?



Alla sola vista degli ingredienti variopinti e delle erbette profumate che occorrono per preparare questa prebalitezza si può pregustare la bontà di questo antipasto tipico della cucina siciliana. L'esecuzione è un pò lunga, per questo consiglio di prepararne una bella quantità da tenere in frigo. Può essere consumata anche dopo diversi giorni.

ingredienti:

-6 belle melanzane -200g di olive verdi denecciolate -50g di capperi -2 grossi gambi di sedano
-2 mestoli di salsa di pomodoro -2 grosse cipolle tagliate a fette sottili -1/2 bicchiere d'aceto di vino - 2 cucchiai di zucchero -basilico fresco

eccovene la ricetta:

Tagliate le melanzane a dadetti ponetele in un colapasta e cospargetele di sale, friggetele in abbondante olio d'oliva ben caldo, disponendole su un foglio di carta assorbente e tenetele da parte.

Intanto preparate la salsa. Pulite il sedano tritatelo e fatelo sbollentare in poca acqua salata per 5 minuti, quindi fatelo scolare.Denoccialate le olive e dissalate i capperi. In un tegame soffriggete la cipolla alla quale aggiungerete il sedano già sbollentato, le olive e i capperi, insaporite con sale e pepe o peperoncino, ed aggiungete la salsa di pomodoro ed il basilico fresco. Continuate la cottura per altri 10 minuti, mescolando spesso, poi cospargete la salsa con lo zucchero e diluitela con l'aceto.fate cuocere per qualche altro minuto ed è pronta.













Disponete le melanzane in un piatto di terracotta, e copritele con la salsa e guarnite con foglie di basilico. Lasciate raffreddare all'aria e dopo ponetela in frigo per almeno 3 ore. Non mescolatela, secondo un mio consiglio, rischiereste di spappolare le melanzane, fatelo prima si servirla,quando sarà ben fredda.