24/07/11

salutino con... cavolata!


Salve a tutti!
visto che oggi il tempo è bruttissimo e di andare al mare neanche a parlarne, mi sono presa un pò di tempo per fare un giretto qua e là tra le mie e le vostre pagine, e così mi è venuta voglia di scrivere.
Intanto voglio ringraziarvi tutti per i commenti che avete lasciato e le visite!
Inoltre vorrei anche fare i complimenti a tutti per i meravigliosi effetti grafici e fotografici che arricchiscono e impreziosiscono i vostri blog e ce ne sono di fantastici!
Scrivere dicevo, ricordavo prima, di un'episodio carino accadutomi questa settimana, potrei raccontarlo anche a voi...
Martedì mattina, di ritorno da S. Vito lo Capo dove ho trascorso il mio primo week end estivo, mi sono recata dal parrucchiere per il consueto appuntamento settimanale, giunta lì, fui colpita da una strana confusione e mi fu subito evidente che erano in corso grandi pulizie.
Tutte le ragazze erano impegnate a spolverare e a riordinare di buona lena.
Trascorsa la prima mezz'ora, notai che non solo il volume della musica era più alto del solito, ma anche l'insolita scaletta dei brani di musica leggera selezionati, erano diversi dal genere musicale che di solito ascolto lì, e tutti li canticchiavano!
Quella mattina: Mina, Mia Martini, Loredana Bertè, Anna Oxa e Claudio Baglioni a tutto spiano!
Sorpresa da questa insolita scelta, chiesi il motivo di tale cambiamento quel giorno.
Mi spiegò allora Valerio, che il martedì è per loro il giorno dedicato alle pulizie e che tale scelta musicale era dovuto proprio a ciò.
Ovvero, pare che le ragazze stimolate da queste cantanti, con le loro canzoni andassero lisce.
Vedi mi disse:- con Mina, mi smontano il locale! con Mia Martini, cannavazzo e spolverata a tutta forza! con Loredana Bertè, sistemazione prodotti e inventario! con Anna Oxa, pulizia vetrate e lucidatura! e con Baglioni bagno e lavandini risplendono!-
Insomma un sistema infallibile per avere assicurata la massima igiene!
Non c'è che da provare anche a casa, che ne dite?
a presto!

04/04/11

verdure light

Domenica scorsa, siamo andati a vedere una bella mostra all'Albergo delle Povere a Palermo.
All'uscita abbiamo trovato parcheggiato accanto alla nostra auto questa meraviglioso "lapino" colmo fino all'impossibile del suo prezioso carico di broccoli.
Scambiando qualche chiacchiera con i venditori, ci hanno raccontato, che erano partiti da Palermo che era ancora notte fonda per andare a raccogliere gli ortaggi a Cerda, una località vicino Cefalù, distante 50km circa.
Ora, già è impossibile pensare che questo lapino ci sia potuto arrivare senza carico, si fa per dire,
vista la mole dei due occupanti che sfioravano i 200k se non di più, ma ancora di più è impossibile pensare, come siano potuti tornare con l'aggiunta di ulteriore peso!
E soprattutto quale può essere il loro profitto se per ogni broccolo venduto a 2euro, devono dividersi in due il ricavato spese comprese?
Tormentata da questa domanda, ne ho acquistati tre!
I venditori ambulanti palermitani sono davvero figure inconfondibili!

Inutile dirvi, che li ho cucinati in svariati modi, lessi con olio e limone, saltati in padella con l'aglio,
pasta a minestra, pasta coi broccoli arriminata, e visto che per giorni in casa il forte odore cominciava a darci nausea, come potete ben immaginare, ho eliminato l'ultimo sperimentando questa ricetta, che ha in sè, i colori e i profumi della primavera, una ricetta golosa e facile da preparare.

ingredienti: 1 broccolo, 100g di carote, 250g di cime di cavolfiore, 2 porri, 3 uova,
120g di parmigiano grattugiato, 50g di burro, 3 cucchiai di pangrattato sale e pepe.

esecuzione:
Lavate e lessate le verdure. Tagliate sottilmente le carote e i porri nel senso della lunghezza. Preriscaldate il forno a 160°. In un pentolino, fate sciogliere il burro, poi lasciatelo raffreddare. In un robot da cucina versate il broccolo le uova il burro sciolto, il parmigiano sale e pepe, tritate il tutto fino ad ottenere un composto cremoso.
Imburrate una teglia e cospargetela con il pangrattato. Versate uno strato di crema di broccoli alternando ad ogni strato le verdure.
Ultimate con una spolverata di formaggio, e qualche noce di burro. Cuocete la terrina in forno per circa 30 minuti. A cottura ultimata, togliete dal forno e lasciate raffreddare. Servite accompagnando con dell'insalata mista.

20/11/10

bocconcini di pollo

Quando dopo la morte di nostra madre, andammo a vivere a casa di nonna paterna e zia Maria sorella di papà, con loro abitava una giovane ragazza Annuzza.
La madre a 'Nannina, che era stata a servizio della nostra famiglia, l'aveva affidata alla nonna affinché la educasse e ne facesse una brava massaia.
Questa usanza allora molto diffusa, come raccontava la nonna, ebbe origine nel dopo guerra in molte famiglie povere della provincia, che affidando le loro giovani figlie a famiglie benestanti, così avevano una bocca in meno da sfamare e potevano garantire loro un'educazione e il corredo, che costituiva la dote, cosa molto importante, per assicurare loro un buon matrimonio.
Annuzza era una ragazza piccola e tonda, aveva 15 anni era molto buona e aveva un carattere dolce ma riservato, nel periodo più triste della mia vita mi fu molto vicina, rappresentava per me la sorella maggiore.
Allora io avevo sei anni, siamo praticamente cresciute insieme.

Anche lei era spesso triste, seppur in modo diverso stava vivendo la fase dell'abbandono e del distacco dalla madre.
La zia Maria, quasi trentenne, era tornata da poco dall'America, dove aveva vissuto per circa tre anni a casa di uno dei fratelli, ed era ancora piena dell'aria del continente, era giovane bella parlava inglese e vestiva come le dive hollywoudiane, un carattere irrequieto dinamica e dominatrice, un tipo difficile certo, ma fu lei a prendersi cura di noi e a crescerci proprio come una mamma.

Io e Annuzza adolescenti, eravamo spesso in contrasto con lei, e forse fu proprio per questo, nel tentativo di contestare i suoi americanismi che ci appassionammo alla lingua francese.
In ciò eravamo sostenuti dalla nonna che andava fiera del fatto che nel nostro dialetto, ci fossero molte parole francesi termini che lei conosceva, retaggio culturale, dei solidi rapporti esistenti ai suoi tempi, tra alta borghesia e intellettuali francesi.

La zia Maria cucinava benissimo, i suoi piatti erano essenzialmente tipici della cucina siciliana a cui riusciva a dare un tocco d'internazionalità usando dei termini inglesi, che ci obbligava a ripetere e questo a noi non andava proprio giù.
L'idea ci venne dalle riviste che leggeva Annuzza che era un'appassionata lettrice di fotoromanzi, la sua stanza era tappezzata dai poster dei suoi divi preferiti, che la facevano sognare.
In queste riviste spesso si faceva riferimenti a cibi e pietanze usando termini francesi e, forse fu per contrapposizione a quanto ci insegnava zia Maria che cominciammo a parlare francese in cucina.
In quel tempo poi andavano in onda in tv molti sceneggiati e le loro ambientazioni su scenari e fatti europei parlavano spesso francese, e fu così che, entrecote, soupe, petit-déjeuner, cerises, bignè, profiteroles, erano i nostri termini preferiti.
Anche il gatto che la zia chiamava Bill, noi lo chiamavano Gaston!
Uno dei sceneggiati molto seguito in quel periodo era " il commissario Maigret",
tratto dal libro di Georges Simenon.
Era il nostro preferito, con una Parigi noir, ma sfavillante che faceva da sfondo e la voce di Tenco come colonna sonora, bellissimo!
Le sere da noi tanto attese, in cui andava in onda "la puntata" erano una vera festa.
Annuzza, ci apparecchiava un piccolo tavolo nel salotto, dove c'era la televisione, metteva sul tavolo una piccola tovaglia a fiori, e tutto dalle stoviglie al modo di parlare che era tipico di Gino Cervi, ovvero il parlare mentre masticava dei piccoli bocconi, erano perfettamente imitate da noi.
Avevamo addirittura delle piccole pipe finte, a cui di tanto in tanto davamo una tirata bisbigliando qualcosa di incomprensibile proprio come faceva lui!
Allora c'era solo la RAI della cultura, la Mediaset dei "Dallas dei Dinasty e di Beautiful", per fortuna venne dopo, altrimenti sarebbe stato un altro punto a favore di zia Maria!


Quando Annuzza si sposò fummo invitati al matrimonio, ma poiché si sposava in paese non potemmo andare per la malattia della nonna che invece volle andare al porto a dare la sua benedizione agli sposini che partivano per il viaggio di nozze, con il postale di Napoli.
Allora era possibile salire sulla nave ed accompagnare i parenti fin alla cabina e scendere da bordo, mezz'ora prima che la nave salpasse.
Ricordo ancora "il vasa vasa" di tutti i parenti, e lei la piccola Annuzza
goffa in quell'enorme abito bianco, finalmente protagonista che salutava tutti
con un timido " ni viremu e grazie".
Ai piedi della scaletta mi si avvicinò dicendomi: "à bientot ma chère"!
Quella fu l'ultima volta che vidi Annuzza.

esecuzione:

per due persone occorrono 2 fettine di petto di pollo che poi dividerete in quattro,
se le fettine sono troppo spesse battetele delicatamente sovrapponendo un
foglio di pellicola.
Adagiate le fettine di spek e quindi sovrapponete la fettina di pollo.
Inumidite d'olio la parte interna delle fettine, distribuitevi un pò di aromi tritati
sale e pepe. Arrotolate la carne in modo da ottenere delle piccole braciole, e legatele con lo spago per alimenti o con le coste delle cipolle scalogne come vedete nella foto. Per la cottura potrete cuocere al forno, accompagnandole con patate, o alla piastra con contorno di verdure lessate e passate in padella con un pò di burro e spezie.






26/10/10

fioritura " regina d'africa"




Salve a tutti! dopo la lunga assenza, spero che qualcuno si ricordi di me e venga di tanto in tanto a farmi una visitina, anche se silenziosa, così come faccio io con voi!
Da molto tempo avevo delle immagini da regalare a quanti di voi hanno letto il mio post "carciofi Raffaello", ed hanno avuto la curiosità di vedere questo fiore bellissimo di cui parlo, a voi dedico questi scatti!
........il profumo mi dispiace , quello potete solo immaginarlo, ma è dolce e inebriante!
un bacio a tutti, tornerò presto!

10/07/10

il Festino di Santa Rosalia a Palermo - u' fistinu! viva Palermo e Santa Rosalia!




...e luglio è arrivato! con le sue calde giornate, i gelati il mare e le notti insonni!
e come ogni luglio Palermo si prepara ai festeggiamenti della sua patrona
Santa Rosalia, per noi a' santuzza!
Varie leggende celebrano in vita e in morte, la nostra patrona Santa Rosalia.
Se ne narra la nascita, l'educazione dai primi anni al ritiro.
L'abbandono del mondo e della casa paterna, ed alla sua vita trascorsa da eremita ed in penitenza in una grotta del Monte Pellegrino.
Ed infine il miracolo a lei attribuito, di aver liberato Palermo dalla peste,
allor quando, apparendo in sogno ad un cacciatore, rivelandogli la grotta dove riposavano le sue ossa, gli disse che se le avesse fatte girare per Palermo, avrebbero fatto cessare il terribile flagello della peste. Si racconta che ovunque le sacre reliquie passassero, la guarigione era certa ed immediata; in un solo giorno la città fu salva!
Da quel giorno, la gratitudine dei palermitani verso la loro Santuzza è così grande che la festeggiano due volte in un anno. Il 15 Luglio e il 4 Settembre.
La festa di luglio viene chiamata "ù Festino". La Santuzza viene portata in processione su un grande carro, a soggetto, che nella serata della vigilia viene fatto transitare per le via principale di Palermo il "cassaro" passando per i Quattro canti, fino ad arrivare alla Marina dove la festa si conclude con i giochi d'artificio e la schioppiettante "masculiata". La festa è spettacolare e molti sono i turisti che in quei giorni visitano la nostra città.
Lungo la Marina o Foro Italico molti ambulanti allestiscono le loro bancarelle con i piatti tipici propri di questa festa, che per una sera fanno da anello di congiunzione
tra il popolino e la borghesia.
Sulle tavole delle sfarzose terrazze di via Butera e sui banchi dei marciapiedi del Cassaro, tavulati di babbaluci a picchi-pacchiu, sfincione e caponatine, panini con la milza, stigghiola, semenza e torroni, acqua con anice, vino sfuso e bibite, inchinu li panzi! Sono solo alcuni dei piatti tipici che vengono mangiati nel corso della festa, che si protrae per tre giorni,
Il 4 settembre invece la commemorazione assume un carattere religioso, e in segno di devozione i palermitani, si recano a piedi al santuario sul Monte Pellegrino, a trovare la Santuzza nella sua grotta.
Quand'è ancora notte, al fine di evitare il sole, gruppi di famiglie, o di comitive di amici, affollano la piazza delle Falde, ed iniziano l' acchianata per la scala vecchia.
Una lunga immensa onda di popolo scorre per quel monte; chi a piedi nudi, chi in ginocchio, chi prega e chi canta, chi ride e chi sparla, ma tutti sono lì,
a celebrare Lei, "ù viaggio" è per la Santuzza.
La salita per la scala vecchia, è sicuramente faticosa, ma ancor più difficile è la discesa.
Chi ha visto una volta questa festa,non la dimenticherà!
Ma "ù viaggio", come viene chiamato dai palermitani, spesso si trasforma in un vero
e proprio divertimento una scampagnata che termina ovviamente con una bella mangiata, e le immagini che seguono ve ne danno un'idea.

u' stigghiularu




u' semensaru



u' sfinciuni
i babbaluci