18/04/13

assaggio di primavera




Dopo un periodo di pesantissimi alti e bassi che hanno caratterizzato questi primi mesi del 2013, carichi di tensioni e difficoltà, ecco che le nubi cominciano lentamente a diradarsi. 
Preparandomi ad affrontare importanti cambiamenti nel campo del lavoro, comincio a raccogliere le energie per una maggiore capacità di analisi ed avere la lucidità per decidere la strada da percorrere. Certo dovrò, almeno nei primi tempi,  sostenere impegni gravosi, affrontare moltissime sfide, e non per ultimo, cercare di tenere a bada la mia diffidenza con una buona dose di diplomazia. Attenderò senza provocare danni che la situazione si evolva con i suoi tempi. Sicuramente gli inizi saranno  piuttosto faticosi ma spero che i miei sforzi saranno ampiamente ricompensati e avranno la meglio su ogni cosa, certo la voglia di successo  è molto grande, ma si lavora per vivere e non il contrario!  sarà dura! Basta, non pensiamoci per ora! come al solito cucinare sarà la mia terapia!



Oggi è domenica, dopo una settimana piovosa a sorpresa è spuntata una bella giornata e ciò mi spinge a cercare di mettere nel piatto qualcosa di colorato, ho ancora in frigo le verdure acquistate giovedì, e qualche sardina avanzatami ieri, ne farò un unico piatto fresco e goloso. Ho cominciato col fare una vellutata di zucca rossa, poi con i carciofi le fave fresche e i pisellini ho preparato una frittella, infine con le sarde fritte e qualche lecca lecca di parmigiano, ho guarnito il mio piatto, aggiungendo qualche fettina di pane tostato.


Vellutata di zucca: private della buccia 1 kg di zucca rossa e 2 patate e tagliatele tocchetti.
in un tegame fate rosolare con  olio evo la cipolla tagliata grossolanamente, quando sarà appassita aggiungete la zucca e  le patate, aggiustate di sale, pepe e noce moscata ed un mestolo di brodo.Coprite e fate cuocere a fuoco  basso fin quando la zucca si sfalda e con l'aiuto del mixer riducetela in una crema densa.

frittella di carciofi, fave e piselli: sgusciare fave e piselli, pulite i carciofi tagliandoli a spicchi. In un tegame rosolate la cipolla, aggiungete le verdure e aggiungete 1/2 bicchiere d'acqua, sale pepe e prezzemolo, coprite e cuocere a fuoco basso. A cottura ultimata aggiungere, facendo sfumare, mezzo bicchiere d'aceto diluito con un cucchiaio di zucchero.

lecca lecca di parmigiano:rivestite con carta forno una teglia, imburrate ed adagiatevi uno stampino circolare, spargete all'interno del cerchio il parmigiano, mettete al centro uno spiedino di legno ricoprendolo bene con il formaggio. Infornare per circa 5 minuti, attendere che si siano raffreddati bene prima di staccarli.


14/01/13

dentice al forno con patate



Ma quel che ha carne dilicata e pingue
Basta soltanto che di fino sale
L'aspergi, e l'ungi d'olio, perchè tutta
Tiene in sè la virtù di bel sapore.
                                             (Archestrato di Gela)



Niente di più vero! e quanta sicilianità, in queste parole di Archestrato il delizioso cuoco-letterato epicureo, vissuto a Gela nella seconda metà del IV sec. a.C., raffinatissimo cultore del buon cibo. Si narra che Archestrato, alla maniera dei nostri contemporanei gastronomi, amasse apprendere in viaggio le specialità culinarie, ripercorrendo le coste della Sicilia attraverso le ricette più significative e segnalando le specialità ittiche di ogni zona.
Anch'io sono una vera amante della qualità dei cibi, convinta, come mi ha insegnato mio padre che, l'abilità di un buon cuoco stia nel saper riconoscere la roba buona al mercato, cosa che richiede pratica e molta esperienza. Apprezzo il pesce più semplice e prediligo quello che può essere cucinato dentro le sue squame per mantenere il sapore delle alghe di cui si è nutrito, ma in questo caso è stato meglio squamarlo sia  perchè il dentice, che  prende il nome dall'etimologia della parola, come si può notare dalla sua bocca armata di robusti denti è un predatore, ma soprattutto perchè sarebbe stato sgradevole trovare le squame nel piatto.


In genere preferisco cucinare il pesce al cartoccio, perchè con questo metodo si fa a meno di usare dei codimenti dal momento che il pesce si cuocerà nel suo stesso grasso utilizzando la sua umidità naturale mantenendosi morbido e saporito e  manterrà inalterate le proprietà del pesce e anche perchè non produrrà alcun sgradevole odore in casa, cosa che in genere
dà molto fastidio a mio marito. In questo caso però volendo usare le patate come condimento volevo che s' insaporissero con gli umori del pesce.



ingredienti:

1 dentice di almeno 2kg
500g di pomodorino pachino
1 cipolla
1 ciuffo di prezzemolo
1 kg di patate
1/2 bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe
olio evo

 esecuzione:

Squamare, sventrare, lavare ed asciugare il dentice, ungete le sue viscere con olio sale e pepe e mettete al suo interno un ciuffo di erbe aromatiche.
Sbucciare le patate tagliate a fettine di 1 cm di spessore salatele e disponetele nella teglia da forno, tagliate a metà i pomodorini, la cipolla a fette e distribuite il tutto  sulle patate.
Spolverizzate con un pizzico di origano, sale e pepe, e irrorate con il vino miscelato con 1 dl d'acqua. A questo punto adagiate il pesce sulle patate e infornate e lasciare cuocere per 50 min a 180°.








07/12/12

aglio ciclopico e pasta a picchio pacchio




I fratelli Pietro e Paolo, i miei amici contadini, coltivano questa eccezionale varietà d'aglio gigante che possiede delle notevoli caratteristiche. Oltre ad avere dei bulbi di grandi dimensioni, si distingue anche per il suo gusto dolce e aromatico, moderatamente piccante, il suo sapore intenso e deciso lo rendono indispensabile, per la preparazione di numerosi piatti.

Pasta a picchio pacchio



La nostra tradizione culinaria, vanta di molte ricette semplici e stuzzicanti, che pur traendo le proprie origini dagli stenti, riesce a regalarci dei piatti rimasti dei veri capisaldi della nostra    tavola
Profumatissima e semplicissima da preparare, è questa ricetta di pasta  a "picchio pacchio", che prende il nome onomatopea, dal suono che produce la lingua nel colpire il palato (chiò).
Il tipo di pasta prescelto è di rigore "margherita", che ha la caratteristica di essere ondulata da un lato, per trattenere meglio i sughi, ed è molto apprezzata dai palermitani. 

ingredienti ed esecuzione
                                                                                                                                       
scegliete 1 kg di pomodori maturi, sbollentateli quindi spellateli togliendo i semi e mettete da parte il succo. Tritate uno spicchio d'aglio e soffriggetelo in una padella con olio exstravergine
aggiungete il pomodoro tagliato a tocchetti, lasciate insaporire ed allungate con il succo di pomodoro che avete messo da parte. Condite con sale, pepe e basilico e fate cuocere per circa 5 minuti a fuoco moderato. In una pentola portate a bollore l'acqua salata e calate la pasta, 500 gr di pasta margherita. Appena cotta, scolatela al dente e conditela con la salsa e basilico fresco.


                                                                                                                                 .


15/06/12

vope con cipolla in agrodolce al primo sole


Anche quest'anno avverto il lento scivolare, appena percepibile, dalla primavera all'estate.
In questa calda giornata, una leggera brezza marina ha inondato la mia casa, l'odore del mare è stato per me come un richiamo! Giusto il tempo di prendere un'asciugamano un libro ed eccomi qui sulla spiaggia. Abbagliata da questa luce e da questo cielo azzurro, respiro profondamente e subito la mia mente è invasa da pensieri oziosi a cui mi lascio andare.
E' in questo periodo che mi piace andare in spiaggia,  quando è difficile vedere l'affollamento e la ressa che caratterizzano la costa d'estate, niente file di ombrelloni e lettini, niente grida, schiamazzi, la quiete interrotta solo dal rumore delle onde.
C'è un vento leggero, a tratti arriva una folata più violenta, che fa arrivare mescolandoli l'odore di sale, alghe e mare.Che meraviglia!
Rivitalizzata da questa mattinata, prima di rientrare a casa per il pranzo, faccio una sosta in pescheria, dove acquisto per pochi euro, queste bellissime vope (boghe).



Il consumo di questo pesce è molto frequente a Palermo, costa poco è sempre freschissimo ed è molto saporito, in genere si ottiene un'ottima frittura. Si usa aggiungerne qualcuno anche nella preparazione di una  buona zuppa di pesce.
Oggi ho deciso di variare la ricetta, ecco come l'ho preparato.

    occorrono:

 4-o più Boghe o Vope (se grosse ne calcolo 2 a persona)
2 Cipolle rosse grandi
1 bicchiere di Aceto di vino bianco
1 cucchiaio di zucchero 
Farina bianca, q.b.
Olio evo, Sale e Pepe
Olio per friggere
per il pesto: aglio, prezzemolo ed erbette fresche a piacere

esecuzione:

Squamate le vope e apritele a libro, privandole della lisca centrale, poi con una pinzetta eliminate tutte le altre spine e lavatele con cura lasciandole scolare. In una ciotolina preparate un pesto con aglio prezzemolo ed altre erbette a vostro piacere, quindi spennellate il composto sul pesce. Richiudete i lembi ed infarinate togliendo la farina in eccesso. Friggetele in olio caldo facendo attenzione a non farli aprire, salando a fine cottura.
Mettetele a scolare su carta assorbente.


In una padella, lasciate appassire dolcemente la cipolla affettata con 5 cucchiai d'olio evo, qualche foglia di menta e 3 cucchiai d'acqua; poi, unite mezzo bicchiere d'aceto nel quale avrete sciolto un cucchiaio di zucchero, sfumatelo sulle cipolle lasciando insaporire, condite con sale e pepe. Preparate la cipollata in anticipo, và gustata meglio se è fredda.
Servite le vope che appariranno integre, mentre all'interno riveleranno il piacevole abbinamento del pesto con l'agrodolce delle cipolle, un vero successo!


06/04/12

cardi a sfincione

Avevo comprato questi cardi con l'intenzione di prepararli alla pastella, ma essendo stata stamani dal parrucchiere, non avevo certo intenzione di impuzzare di fritto i miei capelli odorosi di shampoo, così ho variato menù rispolverando questa gustosa ricetta che mio padre usava fare spesso, soprattutto quando c'era da mangiare di magro come in questa settimana di passione.
Nonostante sia uno degli ortaggi più pregiati il cardo però viene sempre meno richiesto, forse perché è un po’ impegnativo da pulire e si conoscono poco i vari modi in cui si può cucinarlo.
La parte della pianta che viene consumata sono i grossi piccioli e le nervature delle foglie (coste).
Queste parti dell’ortaggio sono infatti carnose, croccanti e hanno un sapore particolare, tra l’amarognolo e il dolciastro; a Palermo li chiamiamo cardùna. A tale proposito secondo un modo di dire siciliano cardùna amàri e favùzzi caliàti, sono due elementi che spingono a bere molto vino.
In Sicilia se ne fa' grande consumo e molte sono le ricette, ve ne regalo una molto semplice.
Vi dò un pratico consiglio, usate sempre i guanti del tipo in lattice nell'esecuzione della pulizia poiché, come i carciofi tendono a macchiare la pelle.

occorrono:
2 mazzi di cardi e 500g di limoni
200g di pangrattato
uva passa e pinoli
2 cipollotti scalogni
100g di formaggio grattugiato tipo caciocavallo
sale e pepe
olio evo
un mazzetto di prezzemolo fresco

esecuzione:
pulire i cardi togliendo i filamenti, tagliarli a pezzi lunghi 20cm. Tuffarli in acqua bollente salata con mezzi limoni tagliati, farli cuocere per circa 30 minuti, sgocciolarli e tenere da parte.
In una padella fate soffriggere per 2 minuti i cipollotti tritati, a fuoco spento aggiungere il pangrattato facendo assorbire l'olio, il formaggio, l'uva passa e pinoli, e il prezzemolo tritato.
Disporre i cardi sgocciolati in una teglia da forno unta, spolverare con la farcia di pangrattato
fatene due strati, ed infornare per 15 minuti.